Archivio di aprile 2008

Ici, come si applica la nuova detrazione per la prima casa

lunedì, 14 aprile 2008

L’ulteriore detrazione Ici dell’1,33 per mille, prevista dalla Finanzairia 2008, va calcolata sull’unità immobiliare e le pertinenze e deve essere rapportata non alle quote di possesso, ma alla destinazione ad abitazione principale. L’unica deroga riguarda il coniuge non assegnatario della ex casa coniugale, in caso di separazione o divorzio, il quale ha diritto a usufruire dell’ulteriore detrazione in proporzione alla quota di possesso. A condizione, però, che non sia proprietario o titolare di altro diritto reale di un immobile adibito ad abitazione principale nello stesso Comune in cui è ubicata la ex casa coniugale. L’ulteriore detrazione, inoltre, si cumula con le riduzioni d’imposta concesse dai Comuni. Questi sono i chiarimenti che ha fornito il ministero dell’Economia, dipartimento delle Finanze (direzione federalismo fiscale), con la risoluzione 11 di ieri. Le regole Per determinare la somma su cui va calcolato l’1,33 per mille occorre fare riferimento solo al valore catastale di abitazione e pertinenze. Il Dipartimento ha precisato che, nonostante la norma faccia riferimento alla «base imponibile di cui all’articolo 5» del Dlgs 504/92, non è possibile estendere l’ulteriore detrazione ad altri immobili. Il contribuente non può utilizzare neppure l’eventuale eccedenza per il pagamento dell’imposta su altri immobili, né può chiedere il rimborso. Nel caso in cui l’importo complessivo delle agevolazioni sia superiore all’imposta dovuta, il contribuente non è tenuto a effettuare il versamento. Se invece l’importo delle detrazioni supera quello dell’imposta dovuta per l’abitazione principale, il residuo deve essere computato per le pertinenze. Nel caso di trasferimento della residenza durante l’anno, vanno presi a base i diversi immobili adibiti ad abitazione, rispettando il tetto massimo dell’ulteriore detrazione, fissato a 200 euro. Il limite è 16,67 euro per ogni mese di possesso. Il ministero ha precisato che le modalità di calcolo non cambiano se due immobili, utilizzati come abitazione nel corso dell’anno, sono ubicati sul territorio di Comuni diversi. Le pertinenze Per il Dipartimento, delle pertinenze va tenuto conto per calcolare sia la vecchia detrazione sia l’ulteriore agevolazione della Finanziaria. Il Comune, con regolamento, può prevedere che l’agevolazione sia limitata a una sola pertinenza. In questo modo, però, si demanda al Comune il potere di ampliare o restringere la base imponibile su cui calcolare l’1,33 per mille. Tra i dubbi manifestati dai contribuenti ai quali il ministero ha dato le risposte, è stato chiesto se fosse possibile cumulare agevolazioni statali e comunali. I Comuni, infatti, nel regolamento Ici possono prevedere riduzioni d’imposta fino al 50% che si aggiungono alla detrazione classica di 103,29 euro. In questi casi – si legge nella risoluzione – l’ulteriore detrazione va ad aggiungersi ai benefici che l’ente locale riconosce di fatto al contribuente. Inoltre, deve essere applicata «solo dopo aver sottratto dall’ammontare dell’imposta lorda la detrazione 103,29 euro e la riduzione al 50% dell’imposta prevista dal regolamento comunale». Gli ex coniugi La Finanziaria 2008 (articolo 1, comma 6 della legge 244/2007) ha esteso i benefici Ici anche al coniuge non assegnatario dell’immobile, in caso di separazione o divorzio, penalizzando però il coniuge assegnatario, che è colui che, di fatto, utilizza l’immobile come abitazione principale. Il nuovo articolo 6 del Dlgs 504/92, come modificato dalla Finanziaria 2008, stabilisce che il soggetto passivo che, a seguito di separazione legale o divorzio, non risulti assegnatario della casa coniugale, determina l’imposta applicando l’aliquota agevolata e le detrazioni calcolate in proporzione alla quota posseduta, purché non sia proprietario o titolare di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione nello stesso Comune ove è ubicata la casa coniugale. Questa disposizione deroga al principio generale che condiziona l’agevolazione alla destinazione dell’immobile ad abitazione e non alla quota di possesso. Secondo il Dipartimento, il legislatore ha inteso giungere a un’imposizione più equa nei confronti del soggetto che non utilizza l’immobile solo per effetto di un provvedimento giudiziale. Anche se l’estensione del beneficio penalizza l’altro coniuge che, se contitolare, fino al 2007 usufruiva per intero del trattamento agevolato. La risoluzione sottolinea che poiché il coniuge non assegnatario si trova nell’impossibilità di adibire l’immobile ad abitazione, «il criterio di ripartizione delle detrazioni basato sulla quota di destinazione è stato sostituito dal diverso criterio legato alla quota di possesso». Tuttavia, qualora non vengano rispettate le condizioni poste dalla legge, e cioè il coniuge non assegnatario possieda un immobile adibito ad abitazione nello stesso Comune, l’altro coniuge potrà calcolare le detrazioni per intero. Fonte : Il Sole24Ore

Volano i prezzi del gasolio: divario record con la Ue

venerdì, 11 aprile 2008

I prezzi dei carburanti volano verso nuovi record, spinti dal caro-petrolio: ma il passo della corsa, in Italia, sembra più veloce rispetto a quello del resto d’Europa e soprattutto per quanto riguarda il gasolio: il prezzo industriale (al netto cioè delle tasse) è schizzato infatti a 5,4 centesimi in più rispetto alla media dell’Unione europea. Il divario ha ormai superato anche i livelli dell’estate e della fine del 2007, quando la forbice dei prezzi con l’Europa fece scattare l’allarme e vide il Governo scendere in campo. Molto elevato, anche se non da record assoluto, anche il divario per la benzina, salito a 4,7 cent sulla media Ue. Secondo le ultime rilevazioni del ministero per lo Sviluppo economico il prezzo industriale del gasolio nelle ultime settimane si è attestato a 0,700 euro al litro, 0,054 euro in più cioè della media dell’Europa a 27, pari a 0,646 euro. Il prezzo della banzina si è attestato, invece, sul livello di 0,589 euro al litro contro una media europea di 0,542 euro. Una situazione – quella dei differenziali dei prezzi industriali -fotografata anche dall’Osservatorio Prezzi del ministero per lo Sviluppo Economico che affianca il lavoro di Mr.Prezzi, che nell’ultima Newsletter, rileva infatti come «negli ultimi tre anni il prezzo industriale italiano di benzina e gasolio è stato costantemente superiore a quello degli altri Paesi dell’area euro». Analizzando poi l’andamento in quattro dei principali Paesi Ue – Italia, Gran Bretagna, Germania e Francia – la Newsletter conferma quella doppia velocità, più volte denunciata dai consumatori, che si tradurrebbe in tempi più lunghi nell’adeguamento dei listini quando calano le quotazioni delle materie prime rispetto ai tempi degli incrementi quando il barile si apprezza. Diversa, per i differenti regimi di tassazione, la situazione dei prezzi al consumo, che comunque fotografa la penisola sempre ai vertici del caro-pieno europeo di gasolio, mentre è al terzo posto per la benzina nei confronti degli altri Paesi dell’area Euro. Fonte : Il Sole24Ore

Enti locali, ok al contratto dopo lo stop della Corte dei conti

venerdì, 11 aprile 2008

È arrivato a tempo di record il «perfezionamento» del contratto per il personale non dirigente Regioni ed enti locali, reso necessario dalla bocciatura riservata dalla Corte dei conti all’ipotesi firmata il 28 febbraio. Ieri all’Aran è stata siglata la nuova versione dell’accordo, che aggiusta l’articolo 8, comma 1 dell’intesa inserendo un riferimento espresso al fatto che gli incrementi integrativi devono avvenire «nel rispetto del Patto di stabilità» e della disciplina sulla spesa di personale (solo per gli enti soggetti al Patto; per gli altri, i rinnovi contrattuali sono già espressamente esclusi dai vincoli dal comma 562 della Finanziaria 2006). Ora la palla passa al consiglio dei ministri per il varo definitivo. Fonte : Il Sole24Ore

Videoforum / Come rinegoziare i mutui

venerdì, 11 aprile 2008

Per accedere al Video Forum, fare copia ed incolla nella barra degli indirizzi del seguente link: http://213.215.199.105/v_forum_mutui_come_rinegoziarli100408.wmv Fonte : Il Sole24Ore

CLIENTI E FORNITORI – Dati Iva, il mancato invio può scatenare

venerdì, 11 aprile 2008

Entro martedì 29 Aprile 2008 dovranno essere trasmessi gli elenchi clienti e fornitori, relativi al periodo d’imposta 2007. In caso di invio di dati non corretti potranno essere irrogate delle sanzioni; inoltre, potranno sorgere altri problemi. Difatti, l’amministrazione finanziaria potrà attivare dei controlli nei casi di mancato “incrocio” dei dati. Fonte: Il Sole 24 Ore

IMMOBILI – La nuova detrazione Ici non guarda al possesso

venerdì, 11 aprile 2008

La Finanziaria 2008 ha aggiunto un’ulteriore detrazione Ici, pari all’1,33 per mille, che andrà a sommarsi alle riduzioni d’imposta concesse dai Comuni. La detrazione andrà rapportata alla destinazione ad abitazione principale e non alle quote di possesso. Tali precisazioni sono oggetto di una risoluzione, pubblicata nella giornata del 10 Aprile 2008, da parte del ministero dell’Economia, dipartimento delle Finanze. Fonte: Il Sole 24 Ore

DICHIARAZIONI – Il Caf controlla i familiari a carico

venerdì, 11 aprile 2008

In data 9 Aprile 2008, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare numero 36/E, riguardante l’assistenza fiscale relativa ai modelli 730. Secondo quanto riportato nel documento, il controllo dei dati dichiarati, la correzione di eventuali anomalie ed il calcolo delle detrazioni da indicare nel prospetto di liquidazione saranno a carico del soggetto che presta assistenza fiscale. Fonte: Il Sole 24 Ore

LAVORO – Sicurezza, sigillo del Colle

venerdì, 11 aprile 2008

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (Decreto Legislativo attuativo della Legge delega numero 123 del 2007). Il documento è composto da 13 titoli, 306 articoli e 52 allegati. Le nuove disposizioni legislative saranno operative a seguito della pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale, che avverrà probabilmente entro la fine della prossima settimana. Fonte: Il Sole 24 Ore

ANSA – Maxitruffa, ‘Gratta e vinci’ falsi

venerdì, 11 aprile 2008

La Guardia di Finanza di Treviso ha scoperto una maxi truffa di ‘Gratta e vinci’ falsi per un giro di affari di sei milioni di euro. Sono stati denunciati 16 titolari di tabaccherie, bar ed edicole di Veneto, Lazio e Trentino Alto Adige. Sono accusati tutti di truffa aggravata nei confronti dello Stato, esercizio abusivo di attivita’ di gioco e frode in commercio. Le Fiamme Gialle hanno individuati la stamperia ed accertato la riproduzione di altri 8 milioni e 400 mila biglietti falsi.

Borsa, in Italia i dividendi più ricchi d’Europa

venerdì, 4 aprile 2008

Piazza Affari si conferma il regno dei dividendi. Sfogliando tra i rendimenti delle blue chip della Borsa italiana, salta fuori che il dividend yield ponderato dell’S&P/Mib,calcolato sul prezzo di chiusura al 31 marzo scorso, è del 5,6%. Un valore che, seppure il difficile confronto viste le diverse metodologie di calcolo, resta sempre più alto degli altri listini europei. La City londinese, per esempio, secondo i dati Bloomberg vanta un rendimento attorno 4,14%. Il Cac40 parigino, dal canto suo, si ferma al 3,44% mentre Francoforte si accontenta di poco meno del 3%. Certo l’indice tedesco, negli ultimi tempi, ha perso meno dell’S&P/Mib: questo, giocoforza, riduce il dividend yield che è un rapporto con al numeratore la cedola e al denominatore il prezzo di Borsa. Ma ciò non basta a giustificare il ritorno garantito da Piazza Affari. «Le blue chip italiane- ricorda Sergio Pigoli, presidente di Pigoli consulenza – da sempre gratificano l’azionista con una buona cedola: le proposte dei board sul dividendo 2007 hanno confermato la regola». Nonostante la crisi? «Certamente. Al calo dei listini non ha corrisposto un crollo degli utili, anzi. Il pay-out è stato mantenuto se non aumentato, facendo salire i rendimenti». Prova ne sia, per esempio,la cedola di A2A: l’utility ha deciso per un dividendo di 0,097 euro per azione, in crescita del 38,6% rispetto al 2006. Ancora: Atlantia, sebbene non si sia fatta prendere dall’euforia nell’aumento della cedola (+9,7%), ha comunque deciso di sborsare ai soci 0,68 euro per azione. Di più: l’assemblea di Fiat ha dato il suo ok alla distribuzione di un dividendo complessivo di 522,6 milioni; la casa automobilistica farà correre nelle tasche dei suoi azionisti 0,40 euro lordi ( per ogni titolo ordinario e privilegiato) e 0,555 per le risparmio. Ovviamente, però, non è solo questione di buon andamento dei conti. I tagliatori di cedole Passando ai raggi x l’indice S&P/Mib, ci si imbatte spesso e volentieri in aziende che hanno soci “assetati” di cedole. «Basta guardare ricorda Carlo Gentili, fondatore di Nextam- alle molte utility:come non pensare che i comuni azionisti, o lo stesso Statoazionista, non facciano conto anche sui dividendi per far quadrare i propri bilanci ». Senza dimenticare, inoltre, che in business quali l’energia la cedola “alta” è agevolata. «Si tratta – dice Pigolidi settori regolamentati, ex monopoli, dove i flussi di cassa sono garantiti e la presenza di un buon dividendo è quasi l’obbligo». A “fianco” delle utility, inoltre, ci sono gli istituti finanziari che notoriamente hanno un dividend yield elevato: i banchieri, si sa, devono ben remunerare soci forti quali per esempio le Fondazioni. Se si considera, poi, che Intesa Sanpaolo e UniCredit, da sole, pesano per oltre il 27% sull’indice si capisce perché il rendimento del paniere delle blue chip italiane sia così alto. Il discorso sarebbe diverso nell’ipotesi di una forte presenza di aziende tecnologiche. In quel caso, nei titoli cosiddetti growth, la cassa in teoria dovrebbe essere utilizzata per finanziare ricerca e sviluppo, per cercare la crescita. Ma simili aziende, tra le blue chip italiane, si contano sulle dita di una mano. E così, alla fine, la mietitura delle cedole dà sempre buoni risultati. Capitalismo immaturo Già, l’alto dividendo. Una situazione che, per alcuni, è la metafora di una certa immaturità del nostro capitalismo. «Se analizziamo l’S& P500 –afferma Gentili – ci accorgiamo che il dividend yield è basso, attorno al 2%. Negli Stati Uniti la norma è re-investire gli utili in azienda. È molto più diffusa l’idea che l’imprenditore, invece di creare una “rendita” con la cedola, debba puntare a fare crescere la sua società. Il vero ritorno l’azionista non l’ha guardando al rendimento del dividendo bensì al Roe, cioè al return on equity». Come dire, insomma: «è meglio avere una società con un rapporto utili/ patrimonio netto che sale e un dividend yield pari a zero ». Con un’avvertenza: il Roe alto deve essere l’espressione di una crescita sana. Negli Stati Uniti, infatti, molte aziende (spesso le banche) avevano il “vizietto” di mantenersi sotto capitalizzate: con un denomina-tore basso, giocoforza, il Roe sale. Anche se l’azienda,magari,rischia di andare gambe all’aria. «Inoltre – aggiunge Gentili–, in un’ottica d’investimento di lungo periodo, i dividendi dicono poco o nulla» Per quale motivo? «Appena staccata la cedola, il prezzo del titolo viene adeguato al ribasso dello stesso valore del dividendo staccato». Il sostegno al titolo Affermare che il rendimento da cedola sia «inutile» ha il retrogusto della provocazione. Anche perché, in momenti di crisi dei mercati, una delle strategie per sostenere i corsi azionari (ed evitare di diventare facili prede) è proprio garantire il dividendo, magari unito a un bel piano di buy-back. E, tuttavia, gli indizi che la cedola non sia così più efficace non mancano: basta guardare al business delle Tlc. Certo, Telecom Italia ha ridotto il dividendo e il titolo ha ceduto. Tuttavia, se si guarda un po’ più in là del proprio naso, i numeri dicono un’altra cosa. Telefonica, che ha un dividend yield piuttosto basso (3,3% quello stimato per il 2007) negli ultimi 12 mesi ha messo a segno un rialzo attorno al 12%. Deutsche Telekom, dal canto suo, che vanta un rendimento del 7,8%, ha lasciato sul parterre oltre il 13%. «È il segnale – spiega Maurizio Esentato, esperto telecom per Calyon che il mercato vuole strategie industriali, diversificazione del business, innovazione tecnologica e di prodotto. Il dividendo? Non è più così rilevante».