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Salari medi e convenzionali per il 2010

23 marzo 2010

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Con la circolare n. 37 dell’11 marzo, l’Inps comunica i salari medi e convenzionali da prendere a riferimento per l’anno 2010 per la liquidazione delle prestazioni economiche di malattia, maternità e tubercolosi, il cui importo deve essere calcolato in riferimento a periodi di paga compresi nell’anno in corso. Nella circolare vengono pertanto riportati gli importi giornalieri per le varie categorie di lavoratori interessati. by Webmaster INPS on 11/03/2010 10.00

FONTE : www.inps.it

Pratiche Comunica: Firma digitale e posta certificata sono gli strumenti indispensabili.

19 marzo 2010

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La “Pec” è la chiave della procedura. - Firma digitale e posta certificata sono gli strumenti indispensabili.

corso on line >> http://www.registroimprese.it/dama/comc/comc/IT/cu/corso.jsp

Posta elettronica certificata e firma digitale: sono questi i pilastri del sistema di Comunicazione Unica che diventerà obbligatoria dal prossimo 1° Aprile.
Quanto alla posta elettronica certificata, tutte le imprese (sia individuali sia societarie) dovranno dotarsi di una casella Pec da iscrivere nel Registro delle imprese necessariamente entro il 29 Novembre 2011 (non sono previsti bollo e diritti di segreteria): la Pec fungerà da domicilio elettronico per la consegna di ricevute e documenti.
Quanto alla firma digitale, essa sarà rilasciata gratuitamente dalle Camere di commercio al legale rappresentante di impresa.

(Gianluigi Conti ilgazzettiere.com)

Il Sole 24 Ore – 17 Marzo 2010, pag. 37 (Norme e Tributi) – La “Pec” è la chiave della procedura. Mau.Pi.

Abilitati Consulenti del Lavoro - iscrizione entro 12 aprile 2010

17 marzo 2010

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Ancora poche settimane per potere cogliere una grande opportunità, da parte di chi ha già acquisito il diritto di diventare Consulente del Lavoro. La riforma della legge istituitva ha infatti previsto un periodo transitorio per l’iscrizione all’ordine da parte di chi non è in possesso del titolo di studio accademico. Scadrà infatti il prossimo 12 aprile 2010 il termine dato dalla norma riformatrice a chi ha già conseguito l’abilitazione senza però essersi iscritto presso i Consigli Provinciali

fac simile domanda >> http://www.consulentidellavoro.it/pdf/Fac_simile_domanda_iscrizione_ordine_cdl.pdf

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Nuove compensazioni Iva al via.

11 marzo 2010

h_agenziaentrate1L’Agenzia ha illustrato il percorso.

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni di categoria e degli ordini professionali

Presentazione “doc” delle nuove regole di utilizzo in compensazione orizzontale dei crediti Iva. A illustrarle martedì scorso a professionisti e associazioni di categoria è stata, infatti, l’Agenzia delle Entrate. L’incontro è stato convocato dalla stessa Amministrazione finanziaria, allo scopo di agevolare e assistere i contribuenti “nel cambiamento”, a pochi giorni dal 16 marzo, data a partire dalla quale le innovate modalità operative troveranno applicazione per i crediti, superiori ai 10mila euro, emergenti dalle dichiarazioni Iva presentate entro lo scorso 28 febbraio.Compensazioni “controllate” al via
Per effetto di quanto previsto dalla manovra anticrisi del luglio 2009 (Dl 78/2009), a partire da quest’anno l’utilizzo in compensazione orizzontale dei crediti Iva, annuali o trimestrali, di importo superiore a 10mila euro può avvenire solo successivamente alla presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui gli stessi risultano. Se il credito Iva di cui si vuole fruire per abbattere imposte, premi e contributi è, poi, superiore a 15mila euro, i contribuenti hanno l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione o, in alternativa, per quanti sono vincolati al controllo contabile ex articolo 2409-bis del codice civile, la sottoscrizione della stessa da parte dei soggetti che compilano la relazione di revisione.

Chiaro intento delle novità normative è il contrasto alle compensazioni fraudolenti, nel cui ambito si inseriscono le disposizioni già introdotte con il Dl 185/2008. Disposizioni che hanno allungato i termini per la riscossione dei crediti inesistenti (consentendo che l’atto di recupero sia notificato entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello dell’indebito utilizzo), prevedendo, nello stesso tempo, una sanzione che va dal 100 al 200% del loro importo (sanzione fissata al 200% nell’ipotesi di utilizzo in compensazione di crediti inesistenti per un ammontare superiore a 50mila), nonché l’impossibilità di procedere alla definizione agevolata, con la riduzione a un quarto della sanzione.

Nello stesso solco, quello cioè di assicurare controlli efficaci, si inserisce l’obbligo, per i contribuenti in questione, di trasmettere gli F24 con crediti Iva superiori alle soglie sopra indicate esclusivamente attraverso i canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline). Ciò vuol dire che le stesse deleghe di pagamento, anche se “accompagnate” dalla necessaria dichiarazione o istanza, saranno scartate se presentate, seppur telematicamente, collegandosi al sistema bancario e postale.

Le slide presentate nel corso della videoconferenza

http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb3fcb4487e6c26/Controllo_compensazioni_Iva_videoconf_09032010.pdf

Il ruolo del commercialista nei momenti di crisi delle imprese.

21 febbraio 2010

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L’azienda in crisi si cura. - Per i commercialisti arriva il vademecum per valutare il grado di sofferenza. Una guida per il risanamento delle imprese.

La commissione “Consulenza direzionale” del Cndcec ha predisposto un documento di supporto ai professionisti coinvolti nelle azioni di valutazione ed analisi delle aziende che versano in stato di crisi. Tale documento, dal titolo “Ruolo e supporto del dottore commercialista e dell’esperto contabile come consulente di direzione nei momenti di crisi dell’impresa”, contiene gli strumenti idonei a riconoscere e distinguere lo squilibrio momentaneo dell’azienda dalla profonda ed irreversibile crisi strutturale. Inoltre, esso elenca tutta una serie di indicatori del processo di declino e di crisi aziendale fornendo le indicazioni utili sia alla predisposizione di un piano di risanamento che alla gestione della crisi dovuta ad inefficienza.

(Paola P. Mariggio’ ilgazzettiere.com)

Italia Oggi – 19 febbraio 2010, pag. 28 - L’azienda in crisi si cura. Gabriele Ventura.

scarica il documento >>

Modelli Intrastat, niente sanzioni per gli errori dei primi mesi 2010

21 febbraio 2010

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Le irregolarità negli elenchi relativi alle operazioni intracomunitarie andranno sanate entro il 20 luglio
Nessuna sanzione sarà applicata dall’Amministrazione finanziaria per le eventuali violazioni commesse nella compilazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie, relativi ai mesi da gennaio a maggio 2010 (obblighi mensili) e al primo trimestre 2010 (obblighi trimestrali), a patto che siano sanate trasmettendo, entro il prossimo 20 luglio, elenchi integrativi elaborati secondo i criteri fissati dalla normativa in materia in corso di emanazione.

E’ quanto stabilito dalla circolare n. 5/E del 17 febbraio, con cui l’Agenzia delle Entrate, richiamandosi esplicitamente a una norma dello Statuto del contribuente (articolo 10, comma 3, della legge 212/2000): “le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza…”, viene incontro alle esigenze degli operatori economici.

Questi ultimi, infatti, in attesa che venga pubblicata la normativa nazionale di recepimento delle modifiche apportate alla direttiva comunitaria 2006/112/Ce, potrebbero incorrere in errori nella compilazione degli elenchi, “toccati” da alcune importanti novità.

Le direttive 2008/8/Ce, 2008/9/Ce e 2008/117/Ce, intervenute sulla 2006/112/Ce, hanno infatti recato significative modifiche in materia di Iva, entrate in vigore il 1° gennaio scorso.
In particolare, per quanto riguarda gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie, le nuove norme estendono l’obbligo di presentazione degli elenchi Intrastat anche alle prestazioni di servizio per le quali il committente è debitore dell’imposta, prevedono la possibilità di rendere obbligatoria la presentazione telematica degli elenchi a decorrere dal 2010, stabiliscono che la periodicità è in linea generale mensile, ma, a determinate condizioni, i singoli Stati la possono rendere trimestrale.

Pertanto, essendosi verificate obiettive condizioni di incertezza, non verranno applicate sanzioni per le violazioni - sanate entro il 20 luglio 2010 - riguardanti gli elenchi relativi ai mesi da gennaio a maggio 2010, per gli obblighi mensili, e al primo trimestre 2010, per gli obblighi trimestrali.

Fonte : Alessandra Gambadoro - Fisco Oggi

Bando A.I.D.A. 2009

20 novembre 2009

Contributi a Fondo perduto del 50%
per Progetti di Innovazione Tecnologica



COSA AGEVOLA IL FONDO AIDA

Il Fondo, istituito dalla Camera di Commercio di Frosinone, agevola le imprese che vogliano realizzare programmi di attività tali da innalzare il loro potenziale di crescita attraverso il sostegno alle politiche di innovazione del processo produttivo e del prodotto. Esso contribuirà, direttamente ed anticipatamente all’inizio delle attività, alla realizzazione degli interventi approvati, in modo da consentire, in tempi brevi, l’adozione dell’innovazione ed il miglioramento del processo/prodotto.
Le agevolazioni possono riguardare la ricerca applicata a scopo precompetitivo, il trasferimento di conoscenze ed innovazioni scientifiche, l’acquisto di brevetti e pacchetti tecnologici per risolvere problemi riguardanti i processi produttivi o l’applicazione a detti processi di risultati già noti.

CHI PUO’ PRESENTARE DOMANDA
Possono presentare domanda Piccole e Medie Imprese (PMI) di produzione e servizi, costituite o in via di costituzione, aventi una sede operativa in provincia di Frosinone ed in regola con il pagamento del diritto annuale.

LE AGEVOLAZIONI
Per ogni programma di innovazione approvato, del valore massimo di € 50.000, il contributo a fondo perduto concesso, con erogazione anticipata, sarà pari al 50% dell’investimento ammesso.

QUANDO, COME E DOVE PRESENTARE LE DOMANDE
La domanda di ammissione alle agevolazioni va trasmessa alla Camera di Commercio di Frosinone a partire dal 23 settembre 2009 ed entro il 23 ottobre 2009, esclusivamente a mezzo raccomandata postale A.R. indirizzata a:

Camera di Commercio Industria Artigianato  e Agricoltura di Frosinone
Viale Roma
03100 Frosinone

Sulla busta deve essere specificato, inoltre, il riferimento: “Fondo AIDA”. La domanda e la documentazione necessarie all’ottenimento delle agevolazioni, devono essere redatte utilizzando la specifica modulistica, sia su supporto cartaceo che informatico. Non verranno ammesse le domande presentate o trasmesse con altre modalità.

SCARICA LA MODULISTICA

Ulteriori informazioni potranno essere richieste allo  Studio Viti Tel/Fax:0776.81.35.90 - Mobile : 348.27.85.082 o all’indirizzo di posta elettronica : info@studioviti.com

Titolo: 26.06.09 IVA: La camera approva l’adeguamento alle regole UE Condividi
La Camera dei Deputati ha definitivamente approvato l’adeguamento dell’Italia alla normativa che regola l’IVA nella Comunità Europea.

Con questo adeguamento l’Italia adotterà misure che permetteranno di adeguarsi agli obblighi connessi all’appartenenza all’UE.

In linea generale le disposizioni approvate sono:

1. la riforma dell’IVA intracomunitaria (dal 1° gennaio 2010);
2. la caduta del riferimento al «valore normale» per gli accertamenti nelle cessioni degli immobili;
3. la diminuzione all’11% della ritenuta sugli utili distribuiti che l’Italia applicca ai fondi pensione degli altri paesi Ue;
4. l’attivazione di nuove concessioni (al massimo 200) per quanto riguarda i giochi on-line, più un contributo una tantum di € 350.000 per concessione;
5. sanzioni più pesanti (fino a € 180.000) per chi organizza giochi su internet in modo illegale

Fonte Sole 24 Ore

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L’addio all’Ici vale in media 144 euro

24 aprile 2008

Lo sconto medio più consistente è atteso a Firenze e Pisa, seguite a ruota da Genova, Torino e Verona. Ma più in generale l’addio all’Ici sulla prima casa messo in cima all’agenda politica dalla nuova maggioranza di Centrodestra premia le città del Nord. Da Bologna a Padova, da Ferrara a Biella, nelle Regioni settentrionali l’abitazione «costa» ancora tra i 170 e i 320 euro in termini di Ici, anche dopo lo sconto statale introdotto con la Finanziaria 2008. A Lecce, Catanzaro, Palermo o Rovigo, invece, l’addio all’imposta porta in media benefici di poche decine di euro. La ragione è nelle rendite catastali del 1992. Intanto si blocca l’Ici sulle case ex rurali e su quelle non dichiarate al Catasto, per i timori di autodenunciare un abuso edilizio. L’abolizione dell’Ici sulla prima casa è balzata rapidamente ai primi posti del dibattito politico. E da Firenze a Torino, da Genova a Pisa, merita la stessa posizione d’onore anche nei pensieri delle famiglie, che all’Ici riservano in media circa 300 euro all’anno. Più tiepida l’attesa in molte città medie e piccole, soprattutto nel Mezzogiorno, dove l’imposta media, soprattutto dopo il nuovo sconto statale introdotto dalla Finanziaria 2008, è ridotta a una manciata di euro, dai 12 di Reggio Calabria ai 45 di Frosinone fino agli 86 di Napoli. Il disinteresse regna invece sovrano nelle città come Trento e Bolzano, che anche grazie alle generose detrazioni introdotte a livello locale hanno ormai messo in soffitta l’Ici sulla prima casa. Sopra la barriera dei 100 euro sono le città del Nord a farla da padrone, mentre il Mezzogiorno si affolla nella seconda parte della graduatoria: all’italiano medio proprietario di casa, invece, l’addio all’imposta comunale sull’abitazione promette un risparmio di 144 euro all’anno. Naturalmente si tratta di valori medi, calcolati (l’analisi è del Centro Studi Sintesi per il Sole 24 Ore) ricostruendo in ogni Comune la base imponibile a cui è poi applicata l’aliquota e il sistema di detrazioni. Nella realtà dei singoli contribuenti, invece, le oscillazioni all’interno di ogni città esistono e sono consistenti: accanto al 40% ( abbondante, calcolando gli effetti sulle pertinenze) di proprietari di casa che hanno già detto addio all’imposta grazie allo sconto concesso con la Finanziaria 2008 si incontrano naturalmente italiani soggetti a conti assai più salati, in proporzione alle caratteristiche della loro casa. La misura dei benefici attesi per una delle principali misure fiscali chiamate a caratterizzare l’avvio del nuovo Governo Berlusconi è infatti il frutto dell’incrocio di due fattori: i valori catastali delle case registrati in ogni città (e in ogni zona censuaria) e l’accoppiata di aliquote e detrazioni applicata in ogni Comune. Gli indicatori catastali hanno un collegamento molto labile con la realtà del mercato immobiliare, ma in genere crescono nelle grandi città e al Nord, in virtù dei criteri adottati per l’ultima revisione generale delle tariffe d’estimo che risale al 1992. Ovvio che, di conseguenza, il peso medio dell’imposta, e quindi i benefici attesi dalla sua abolizione, puntano sulle Regioni settentrionali e sulle grandi città. Come ogni criterio generale, anche questo incontra delle eccezioni, a partire ad esempio da Milano che occupa una posizione tutto sommato lontana dalla vetta nella graduatoria del fisco immobiliare locale. La ragione va cercata nel secondo componente del binomio, le aliquote, che nel capoluogo lombardo sono piuttosto generose verso le case d’abitazione (con un’ulteriore limatura, pari a circa il 6%, attuata dal Comune nel 2008, di cui per omogeneità i calcoli in tabella non tengono conto). Una generosità ancora più spiccata, sempre al Nord, è quella riservata dal Comune di Venezia, che tradizionalmente mantiene il Fisco locale a livelli minimi grazie anche ai milioni di euro garantiti ogni anno dai proventi del casinò. L’architrave dell’intero sistema è nella tariffa d’estimo, cioè il reddito teorico attribuito a ogni vano a seconda delle zone in ogni centro abitato. Al crescere della rendita aumenta l’imposta, ma anche la detrazione statale introdotta dall’ultima Finanziaria (pari all’1,33 per mille del valore catastale). Questo spiega (si veda il grafico in pagina) perché un appartamento di 100 metri quadrati in zona residenziale a Torinoattende dall’addio all’Ici un beneficio di 192 euro, mentre lo stesso immobile in una zona analoga di Padova si deve accontentare di 77 euro; trasferito a Potenza, il nostro appartamento non pagherebbe nullaa prescindere da qualsiasi nuovo intervento. Fonte:Il Sole24Ore commercialistifrosinone.com

Ingorgo fiscale a fine aprile: in soli tre giorni dodici adempimenti

24 aprile 2008

Un incrocio di 12 adempimenti destinati a trasformare la fine del mese di aprile in un tour de force per contribuenti, imprese e professionisti. Con un primo appuntamento fissato al 28 aprile (data in cui si aprono i termini per l’istanza sul bonus sicurezza per tabaccai, ristoratori e commercianti), un secondo “assaggio”, molto rilevante, il 29 aprile (elenco clienti e fornitori e adempimenti di bilancio per le società di capitali) e una grandinata di oneri in scadenza (o in partenza) il 30 aprile che vanno dalle istanze per le società non operative alla consegna al datore di lavoro del modello 730 al Mud. Lo schema in pagina riproduce il calendario degli adempimenti. Che impongono agli operatori oneri particolari: da un lato tener conto di molte novità che cambiano il quadro di riferimento delle regole che sono applicabili ad adempimenti consolidati e, dall’altro, misurarsi con situazioni del tutto nuove. Ma vediamo i principali adempimenti di fine mese. Il bonus sicurezza Dalle 10 del 28 aprile potranno partire le istanze all’agenzia delle Entrate per ottenere il credito d’imposta destinato a favorire l’installazione negli esercizi commerciali di tabaccai, benzinai, ristoratori e farmacisti di strumenti destinati ad aumentare la sicurezza delle attività svolte a contatto con il pubblico. L’elenco clienti Entro martedì 29 aprile i titolari di partita Iva dovranno inviare per via telematica all’amministrazione finanziaria gli elenchi clienti e fornitori per il 2007. Proprio su questa scadenza ieri si sono fatti sentire i commercialisti, che hanno lamentato «l’assurda e onerosa corsa contro il tempo» imposta dall’obbligo. Tanto che il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti, ha chiesto al ministero dell’Economia e all’agenzia delle Entrate «una moratoria almeno fino a settembre». I bilanci Sempre entro il 29 aprile (l’anno bisestile impone di anticipare di un giorno una scadenza consolidata) Spa e Sapa devono convocare, salvo che lo statuto preveda un termine più ampio, l’assemblea per l’approvazione del bilancio. Martedì 29 aprile è anche la data termine per presentare il bilancio ai soci delle Srl. Il modello 730 Entro il 30 aprile i contribuenti devono presentare il modello 730 al sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale. Con la necessità di tener conto di tutte le novità di quest’anno (si veda l’articolo riportato a fianco). Rimborsi Iva trimestrale Si chiude la prima “finestra” per chiedere il rimborso o la compensazione del credito Iva trimestrale Le non operative Non c’è una scadenza ufficiale, ma le società che non rientrano nelle cause di esclusione automatica e vogliono evitare di cadere nella disciplina “di comodo” devono affrettarsi a presentare l’interpello disapplicativo all’amministrazione finanziaria. Tenendo conto che gli uffici delle Entrate hanno 90 giorni per rispondere, il verdetto potrebbe arrivare appena in tempo per presentare il modello Unico (entro il 31 luglio). Estromissione dell’immobile L’imprenditore che vuole estromettere un immobile in via agevolata dalla sfera dell’impresa deve manifestare l’opzione con il comportamento concludente: è suffieciente annotare l’estromissione sul libro giornale o sul registro cespiti o sul registro degli acquisti Iva in caso di contabilità semplificata Il Mud Appuntamento al 30 aprile anche per la consegna del Modello unico di dichiarazione ambientale, che va presentato dalle imprese che producono (o gestiscono) rifiuti pericolosi o speciali al Catasto rifiuti presso la Camera di commercio. I mezzi di pagamento Mercoledì 30 aprile è infine la data della svolta per l’uso di contanti e assegni. Entrano infatti in vigore le disposizioni antiriciclaggio che bloccano i pagamenti in contanti da 5mila euro in su e mettono pressoché al bando gli assegni trasferibili: i moduli non potranno essere usati oltre i 5mila euro e per ottenerli sarà necessario pagare un’imposta di bollo di 1,5 euro. Modelli intrastat Scade il termine per presentare gli elenchi Intrastat relativi alle operazioni intracomunitarie realizzate nel primo trimestre. Assicurazioni Le compagnie di assicurazione che l’anno scorso hanno versato somme di denaro ai danneggiati devono comunicare i dati relativi all’Anagrafe tributaria. Sanità privata Le strutture sanitarie private devono inviare online all’Agenzia i dati dei compensi incassati in nome e per conto dei medici ospitati Fonte: IlSole24Ore commercialistifrosinone.com

Straordinario esentasse, il bonus vale da 580 a 700 euro

24 aprile 2008

Con la detassazione lo straordinario vale più di una tredicesima. La busta paga di un metalmeccanico che guadagna 1.300 euro lordi al mese ed effettua tutte le 250 ore previste annualmente dal contratto salirà di 589 euro, portando l’importo complessivo dello straordinario da 1.594 a 2.183 euro. Per un impiegato dell’edilizia, con uno stipendio lordo di 1.500 euro, con le prestazioni straordinarie fissate dal contratto la retribuzione annua aumenterà di 718 euro, facendo lievitare il valore da 1.939 a 2.657 euro. Sono due simulazioni dell’effetto della detassazione totale dello straordinario che il governo di centro-destra intende varare per sostenere la ripresa dei consumi. Un ulteriore vantaggio si avrà sulla tassazione locale: il metalmeccanico preso in esame, se vivesse a Roma dovrebbe pagare lo 0,50% di addizionale comunale sommato ad uno 0,90% di addizionale regionale. Avrebbe quindi circa altri 30 euro in più, sommati ai 589 risparmiati sull’Irpef. Verrebbe anche superato un disincentivo che riguarda soprattutto i redditi operai che sono ai margini della prima aliquota del 23% (fino a 15mila euro): lo straordinario può far crescere il reddito imponibile portandolo nell’aliquota successiva del 27% (da 15mila a 28mila euro). I costi di quest’operazione sono un’incognita: «Saranno compensati da una serie di effetti postivi - sostiene Renato Brunetta (Pdl) – sul versante della crescita dei redditi, della produttività e del gettito tributario, perché questa misura favorirà l’emersione del sommerso. Dopo gli straordinari, toccherà agli affitti che spesso sono pagati in nero». Altro punto delicato, la concessione del beneficio avverrà a prescindere dall’esistenza di un accordo sul secondo livello contrattuale. «Non intendiamo legare la detassazione alla presenza di un’intesa sindacale – aggiunge Maurizio Sacconi (Pdl) – anche perché in molte imprese non vi sono accordi di secondo livello». Ad essere esclusi dal beneficio sarebbero gli straordinari forfettizzati percepiti dai dirigenti aziendali. Critico il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, autore di un intervento di eliminazione della sovracontribuzione che durava dal 1995, con il protocollo sul welfare siglato con le parti sociali: «Le risorse disponibili vanno utilizzate per diminuire la pressione fiscale su pensioni e redditi – sostiene – piuttosto che sugli straordinari su cui si è già intervenuti. Ma soprattutto i sindacati devono giocare un ruolo in questa operazione». Negativo il giudizio di Guglielmo Epifani: «Non farei diventare la querelle sugli straordinari una questione ideologica - spiega il leader della Cgil -. Quel provvedimento costa 4,1 miliardi e ne distribuisce 3,78: costa alle casse pubbliche più del beneficio che produce». Più disponibile Raffaele Bonanni (Cisl): la detassazione degli straordinari «si può fare a due condizioni: che ci sia una contrattazione a livello aziendale e che venga fatta considerando le condizioni di sicurezza sul lavoro nelle singole aziende. Non si può ragionare sullo straordinario in aziende dove non c’è sicurezza». Paolo Pirani (Uil), pur non avendo alcuna «preclusione ideologica sul tema», considera altre priorità: «Tagliare le tasse sul primo e secondo livello di contrattazione e realizzare interventi a sostegno dei redditi di lavoratori dipendenti e pensionati». Fonte:Il Sole24Ore commercialistifrosinone.com