Lontano dalla pesante crisi immobiliare statunitense, per le compravendite del comparto residenziale nel nostro Paese non si può parlare ancora di crollo. Ma certo di deciso ridimensionamento. A fare una fotografia alla situazione del settore è oggi l’Agenzia del Territorio, che nell’Osservatorio 2007 registra compravendite totali in calo del 7,1% (contro il +1,3% del 2006 e l’aumento del 5,4% registrato nel 2005). Dall’Agenzia fanno notare che sul comparto pesano «fattori strutturali legati al ciclo immobiliare, che è evidentemente arrivato alla sua fase conclusiva. Tra questi i tassi di interesse per i mutui, passati mediamente dal 3,5% del 2003 al 5,3% del 2007, e il livello raggiunto dal prezzo degli immobili». Su quest’ultimo punto dall’Agenzia sottolineano che i prezzi del residenziale sono saliti nei grandi Comuni in media del 35% negli ultimi tre anni. Il consuntivo dell’anno 2007 evidenzia che nel segmento residenziale le compravendite sono scese del 4,6% con 806.225 transazioni contro le 845.051 del 2006, ma dando un occhio agli andamenti semestrali la discesa è più marcata nell’ultima parte dell’anno: -5,8% con 393.450 compravendite nel secondo semestre 2007. Il calo più consistente si è registrato al Sud (-5,2%), seguito dal Nord (-4,7%) mentre la discesa è stata più contenuta al Centro (-3,5%). «Negli ultimi anni si è assistito a un sensibile spostamento delle compravendite dalle città maggiori ai Comuni minori - recita l’Osservatorio -. Nel 2007, invece, pur confermandosi una miglior tenuta del mercato nei Comuni minori, si verifica, per la prima volta dal 2001, un sensibile calo delle compravendite, pari al -5,8%, anche nei Comuni non capoluogo». In queste zone nel periodo 2001-2006 le transazioni sono passate da 456.625 a 599.900 (+31%). Bisogna evidenziare che le previsioni di alcune società di analisi del settore erano più fosche. Scenari Immobiliari qualche mese fa prevedeva un calo delle compravendite del 6% a quota 780mila, mentre Ubh stimava una discesa compresa tra il -4,5% e il -6,5%. Altre stime erano più ottimiste: Nomisma prevedeva solo una leggera discesa rispetto ai livelli record raggiunti nel 2006. In quali città si sono comperate meno case? Sempre secondo i dati dell’Agenzia del Territorio i cali più consistenti nel numero di compravendite si sono registrati a Napoli (-16,2%), Milano (-11,8% a livello annuale, con una discesa ridimensionata rispetto al -13,5% del primo semestre dell’anno) e Palermo (-12,4%). E i prezzi? Secondo l’Agenzia del Territorio il prezzo medio al mq è pari a 1.557 euro (+2,6% rispetto al semestre precedente e +5,5% su base annua), con una crescita però dei prezzi rallentata rispetto a quella registrata nel semestre precedente. Fonte Il sole 24 ore. commercialistifrosinone.com
Immobiliare, nel 2007 mercato in forte frenata
22 aprile 2008Elezioni: seggi aperti alle 7
14 aprile 2008(ANSA) - ROMA, 14 APR - Si sono aperti alle ore 7 i seggi per la seconda giornata dell’appuntamento elettorale; chiuderanno alle ore 15. Ieri, alle ore 22, alla chiusura dei seggi, per la Camera aveva votato il 62,5% in calo rispetto alle precedenti elezioni (66,5%). Al contrario i dati delle amministrative: alle comunali ha votato il 60,6% (55,1%), alle provinciali il 57,1% (44,6%). Per la Camera gli elettori sono 47.126.326, per il Senato 43.133.946. Le sezioni elettorali sono 61.212.
Albi professionali, più lotteria che esami
14 aprile 2008La crisi che ha colpito i mercati globali «non è ancora finita, e bisognerà continuare ad agire»: lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, nella conferenza stampa indetta a Washington per commentare la presentazione del rapporto del Financial Stability Forum, l’organismo di cui è presidente. Il rapporto con le raccomandazioni stilate dal Financial Stability Forum, l’organismo presieduto dal governatore di Bankitalia Mario Draghi, riflette la volontà comune di risolvere la crisi a cui i mercati stanno facendo fronte e non rappresenta un testo per soli esperti ha sottolineato lo stesso Draghi durante un’intervista al «Wall Street Journal». «È’ scritto da supervisori e da persone che hanno una responsabilità ben precisa, non dagli economisti», ha detto Draghi, aggiungendo che «le cose saranno ancora migliorate e ci sarà un controllo supplementare«. Nel rapporto di 70 pagine, in cui il Financial Stability Forum riconosce i rischi presenti nei mercati finanziari globali e che minacciano la crescita dell’economia, sono state delineate le cinque aree a cui si rivolgono le raccomandazioni: il rafforzamento della vigilanza prudenziale sul patrimonio, sulla liquidità e sulla gestione dei rischi; il miglioramento della trasparenza e delle modalità di valutazione; le modifiche nel ruolo e nell’utilizzo dei rating; il rafforzamento della risposta ai rischi da parte delle autorità; i meccanismi robusti per gestire le tensioni nel sistema finanziario». «Si tratta di un primo passo per evitare il ripetersi degli stessi rischi in futuro. Se le raccomandazioni verranno realizzate il sistema ne uscirà più resistente e più in grado di far fronte a nuove crisi che di sicuro verranno». Il governatore, infatti, ha precisato che è «difficile» dire quando questa crisi terminerà. «La lezione imparata è che siamo convinti che grazie a incentivi perversi, il sistema aveva accumulato leverage eccessivo», ha proseguito Draghi, evidenziando come la crisi si è manifestata in ogni Paese in modo diverso, quindi ci devono essere risposte diverse. «Vogliamo ricreare un settore dei servizi finanziari in grado di creare valore, ma immune dal perverso meccanismo di incentivi che ha caratterizzato il passato recente - ha detto Draghi, aggiungendo che - ciò di cui abbiamo bisogno è il confronto con varie questioni. Dobbiamo assicurarci che sarà disponibile adeguata liquidità, un’appropriata gestione del rischio e dobbiamo risolvere la questione del perverso meccanismo di incentivi». La crisi attuale coincide con un incremento dei prezzi del petrolio e con la correzione da lungo tempo prevista degli squilibri a livello globale, con un rallentamento della domanda negli Stati Uniti e con il sensibile calo del valore del dollaro. «Abbiamo avuto questa crisi dei mutui subrime, che di per sé non è stata di grandi dimensioni, ma ha avuto conseguenze enormi. Perché è successo? La risposta è che il livello di leverage è stato eccessivo e mal percepito». Fonte : Il Sole24Ore Inserito da Commercialisti Frosinone
Il 5 per mille, se la solidarietà è tradita. Nell’elenco anche lo Yacht Club dell’Aga Khan
14 aprile 2008Ora che le candidature al 5 per mille del 2008, benché provvisorie, sono pubbliche, l’evidenza dei numeri conferma una realtà già da tempo segnalata dal nostro giornale: l’opzione più amata dagli italiani ha cambiato pelle. Tra i possibili destinatari della “donazione Irpef” quest’anno non ci sono solo il volon-tariato e la ricerca scientifica e sanitaria. L’allargamento alle associazioni sportive dilettantistiche ha aperto la strada a enti e associazioni di vario genere. Tanto che, nei nuovi elenchi dei possibili destinatari, figurano bocciofile, polisportive, associazioni di calcio a cinque, calcetto, calciotto, subbuteo e calcio-balilla. Ci sono il bridge, il burraco e gli scacchi, il golf e il cricket. E poi palestre, dancing club, snowboard, un’ottantina di associazioni di cronometristi e perfino lo «Yacht club Costa Smeralda», località Porto Cervo (Ss),di proprietàdell’Aga Khan. Nato a beneficio del volontariato, della ricerca scientifica e sanitaria (con l’aggiunta delle attività a carattere sociale dei Comuni, che però sono state depennate dopo il primo anno di sperimentazione) e votato da 14,5 milioni di contribuenti nel 2006, unico esercizio per il quale è stato reso noto il riparto, il 5 per mille subisce così l’«invasione»di oltre 43.583 nuovi soggetti,ammessi dal Parlamento attraverso la legge di conversione del decreto 248/07, il cosiddetto “milleproroghe”. Un inserimento fortemente voluto, a giudicare dal fatto che era anche stata approvata una sanatoria con effetto retroattivo solo per le realtà che si fossero già iscritte nei primi due esercizi, ma che comunque quest’anno produce effetti ben più vistosi, considerata l’ammissione in via automatica di tutte le associazioni dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni. Il primo risultato è stato la moltiplicazione della platea dei candidati: 77.823 secondo l’elenco provvisorio, contro i 31.773 del 2007 e i 28.678 del primo anno, dei quali tra l’altro solo 20.958 erano stati ammessi. Le associazioni sportive dilettantistiche ( 43.583) prevalgono ora sulla categoria degli enti di volontariato (33.791 fra Onlus, associazioni e fondazioni) mentre resta sostanzialmente invariato il numero degli enti di ricerca sanitaria (90), scientifica e universitaria (359). A denunciare i possibili contraccolpi è Stefano Zamagni, presidente dell’Agenzia per le Onlus e guru del Terzo settore in Italia: «L’aver allargato il parco degli aventi diritto provocherà certamente un effetto di redistribuzione. Ma accanto a questo si potrebbe verificare anche un effetto perverso di disaffezione da parte dei contribuenti. Se i cittadini avranno l’impressione che il 5 per mille finanzia chicchessia, potrebbero non sottoscrivere più l’opzione.Questo non significa-aggiunge Zamagni - che l’attività sportiva dilettantistica non sia meritoria. Il punto è un altro: la norma era nata per finanziare soggetti del volon-tariato, della ricerca scientifica e sanitaria. Se si continuano a cambiare le leggi e a tirarle dove si vuole, di certo non si favoriscono la consapevolezza e l’adesione dei contribuenti ». I dubbi sull’allargamento dei soggetti ammessi al 5 per mille non si fermano qui. «L’inclusione delle fondazioni nazionali di carattere culturale - ricorda Vilma Mazzocco, presidente di Federsolidarietà-Confcooperative e portavoce del Forum del Terzo settore- ci preoccupa per la genericità della formulazione, che può dare luogo a problemi interpretativi». «Il no profit è molto ampio», commenta da parte sua Marco Granelli, presidente di Csv. net, il coordinamento nazionale dei Centri di servizio per il volontariato. «Era immaginabile che, essendo il 5 per mille un’agevolazionea forte attrattività, si sarebbe via via allargato il campo di applicazione. Ma il problema vero resta quello di dare a tutti le stesse possibilità. In questo contesto vengono indubbiamente penalizzate le realtà di volontariato più piccole, che non possono sostenere i costi di campagne di sensibilizzazione e che avrebbero bisogno di strumenti per fare rete ». Ma le critiche vengono anche dai “grandi”. Per il presidente nazionale Acli,Andrea Olivero, il 5 per mille «è stato trasformato in una farsa. L’allargamento – spiega – in realtà premia fondamentalmente un certo tipo di sport agonistico. Scorgendo l’elenco ci si rende conto di essere di fronte non solo ad associazioni di promozione sportiva per i giovani, ma anche ad attività, ancorché dilettantistiche, tuttavia finalizzate all’agonismo. Che,tra l’altro,godono anche dei sostegni del Coni». Lo strumento del 5 per mille, insomma, «è stato inquinato se non addirittura snaturato». Lo sostiene anche Andrea Tieghi, presidente dell’Avis,il quale lancia una proposta di trasparenza: quella di rendicontare ogni anno - al limite anche solo attraverso pubblicazioni su internet - le spese sostenute grazie ai finanziamenti dell’anno precedente, come del resto prevede anche una disposizione ad hoc nella legge Finanziaria per il 2008. Che ci sia bisogno di chiarezza lo pensa anche Francesco Marsico, vicedirettore della Caritas italiana. «Con l’attuale normativa – è la sua domanda retorica –siamo in grado di gestire questo strumento? E siamo in grado di stabilire con precisione chi sono i beneficiari effettivi? Le risposte negative a entrambe queste domande – aggiunge Marsico –portano a concludere che la questione va rivista prima in termini amministrativi e poi normativi ». Guai a non farlo.Sarebbe senz’altro un errore per Giangi Milesi, presidente Cesvi. «Il 5 per mille –dice –è il forte,significativo tentativo italiano di accorciare la distanza che abbiamo rispetto al resto del mondo sul non profit. Purtroppo, però, la sensazione è che la politica abbia osteggiato questo istituto mettendolo sempre in discussione. Ridisegnandone continuamente i confini e non stabilizzandolo mai, si ha quasi l’impressione che ci siano resistenze statalistiche bipartisan rispetto a un’idea di sussidiarietà.Non so –aggiunge Milesi – quale sia la risposta migliore da dare. Noi abbiamo partecipato alla richiesta di stabilizzazione e la ribadiamo anche oggi. Anche se l’inserimento di tante nuove associazioni di vario genere non dà affatto fiducia». Fonte : Il Sole24Ore Inserito da Commercialisti Frosinone
Cambia la ricetta medica
14 aprile 2008Nuovi ricettari per medici di base, aziende sanitarie e strutture convenzionate, e nuove regole per la trasmissione telematica delle prescrizioni poste a carico del Servizio sanitario nazionale. Con i decreti del 17 e 18 marzo scorso, pubblicati sulla Gazzetta ufficiale n. 86 dell’11 aprile 2008, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha dato definitiva attuazione alla legge 269 del 2003 in materia di contenimento della spesa pubblica per l’erogazione di prestazioni sanitarie. L’obiettivo che, dopo una lunga gestazione appare oggi più vicino, è di creare un sistema di controllo incrociato sulla quantità e qualità delle prestazioni mediche e farmaceutiche garantite ai cittadini, ma anche ai non italiani assicurati presso altri enti, e pure agli stranieri privi di permesso di soggiorno, come previsto dalla legge Turco-Napolitano del ‘98. Tra i destinatari nella nuova disciplina figura infine anche il personale navigante, marittimo e dell’aviazione civile. Le nuove tipologie di ricette cambiano sensibilmente nella grafica, ma soprattutto nei contenuti informatici: il codice a barre dei dati del paziente viene introdotto come regola, che tollererà eccezioni solo «fino ad esaurimento delle scorte» dei vecchi formulari. Per quanto riguarda la trasmissione telematica dei dati delle prescrizioni al ministero dell’Economia e Finanze, finalizzato ai controlli di congruità della spesa, il decreto del 18 marzo 2008 fissa negli allegati i nuovi parametri tecnici. Il regime transitorio, che ammette ancora le vecchie regole fissate dal decreto ministeriale del 27 luglio 2005, decorrerà dal 1° maggio prossimo, ma le ricette utilizzate nelle strutture pubbliche o convenzionate a partire dal 1° giugno dovranno essere trasmesse esclusivamente secondo i nuovi standard previsti dagli allegati al decreto. Con la pubblicazione del dm 31 marzo 2008 sulla Gazzetta 86 dell’11 aprile, cambiano anche le regole per acquisto urgente di farmaci senza ricetta. In situazioni d’emergenza i malati cronici, ma anche chi sta seguendo una terapia antibiotica o chi è appena dimesso da un ricovero, potranno ritirare a proprie spese in farmacia il farmaco indispensabile a proseguire la cura fino al contatto col medico; il farmacista potrà consegnare solo la confezione con il più basso numero di unità del farmaco. Resta tuttavia esclusa la dispensazione di sostanze stupefacenti o psicotrope, mentre le altre tipologie di medicinali potranno essere vendute solo se in farmacia risultano altre ricette analoghe, ovvero se il paziente esibirà un documento che confermi la patologia per cui è indicato il farmaco, o una ricetta scaduta da non oltre 30 giorni, salva la conoscenza diretta dell’assistito da parte del farmacista. Fonte : Il Sole24Ore
La Visco Sud al debutto già dall’acconto
14 aprile 2008La «Visco Sud» potrà essere utilizzata già con l’acconto Irpef e Ires del 2008, ma potrà essere fruita solo dopo che il contribuente avrà presentato al Centro operativo di Pescara un formulario che sarà approvato dalle Entrate. Per i grandi investimenti (sopra 50 milioni) gli operatori dovranno presentare un’altra copia del formulario al ministero dello Sviluppo economico. Il beneficio sarà concesso retroattivamente anche sugli investimenti avviati dopo il 1° gennaio 2007. Questi alcuni dei chiarimenti forniti dall’agenzia delle Entrate con la circolare 38 E di ieri. Fonte : Il Sole24Ore
Ici, come si applica la nuova detrazione per la prima casa
14 aprile 2008L’ulteriore detrazione Ici dell’1,33 per mille, prevista dalla Finanzairia 2008, va calcolata sull’unità immobiliare e le pertinenze e deve essere rapportata non alle quote di possesso, ma alla destinazione ad abitazione principale. L’unica deroga riguarda il coniuge non assegnatario della ex casa coniugale, in caso di separazione o divorzio, il quale ha diritto a usufruire dell’ulteriore detrazione in proporzione alla quota di possesso. A condizione, però, che non sia proprietario o titolare di altro diritto reale di un immobile adibito ad abitazione principale nello stesso Comune in cui è ubicata la ex casa coniugale. L’ulteriore detrazione, inoltre, si cumula con le riduzioni d’imposta concesse dai Comuni. Questi sono i chiarimenti che ha fornito il ministero dell’Economia, dipartimento delle Finanze (direzione federalismo fiscale), con la risoluzione 11 di ieri. Le regole Per determinare la somma su cui va calcolato l’1,33 per mille occorre fare riferimento solo al valore catastale di abitazione e pertinenze. Il Dipartimento ha precisato che, nonostante la norma faccia riferimento alla «base imponibile di cui all’articolo 5» del Dlgs 504/92, non è possibile estendere l’ulteriore detrazione ad altri immobili. Il contribuente non può utilizzare neppure l’eventuale eccedenza per il pagamento dell’imposta su altri immobili, né può chiedere il rimborso. Nel caso in cui l’importo complessivo delle agevolazioni sia superiore all’imposta dovuta, il contribuente non è tenuto a effettuare il versamento. Se invece l’importo delle detrazioni supera quello dell’imposta dovuta per l’abitazione principale, il residuo deve essere computato per le pertinenze. Nel caso di trasferimento della residenza durante l’anno, vanno presi a base i diversi immobili adibiti ad abitazione, rispettando il tetto massimo dell’ulteriore detrazione, fissato a 200 euro. Il limite è 16,67 euro per ogni mese di possesso. Il ministero ha precisato che le modalità di calcolo non cambiano se due immobili, utilizzati come abitazione nel corso dell’anno, sono ubicati sul territorio di Comuni diversi. Le pertinenze Per il Dipartimento, delle pertinenze va tenuto conto per calcolare sia la vecchia detrazione sia l’ulteriore agevolazione della Finanziaria. Il Comune, con regolamento, può prevedere che l’agevolazione sia limitata a una sola pertinenza. In questo modo, però, si demanda al Comune il potere di ampliare o restringere la base imponibile su cui calcolare l’1,33 per mille. Tra i dubbi manifestati dai contribuenti ai quali il ministero ha dato le risposte, è stato chiesto se fosse possibile cumulare agevolazioni statali e comunali. I Comuni, infatti, nel regolamento Ici possono prevedere riduzioni d’imposta fino al 50% che si aggiungono alla detrazione classica di 103,29 euro. In questi casi – si legge nella risoluzione – l’ulteriore detrazione va ad aggiungersi ai benefici che l’ente locale riconosce di fatto al contribuente. Inoltre, deve essere applicata «solo dopo aver sottratto dall’ammontare dell’imposta lorda la detrazione 103,29 euro e la riduzione al 50% dell’imposta prevista dal regolamento comunale». Gli ex coniugi La Finanziaria 2008 (articolo 1, comma 6 della legge 244/2007) ha esteso i benefici Ici anche al coniuge non assegnatario dell’immobile, in caso di separazione o divorzio, penalizzando però il coniuge assegnatario, che è colui che, di fatto, utilizza l’immobile come abitazione principale. Il nuovo articolo 6 del Dlgs 504/92, come modificato dalla Finanziaria 2008, stabilisce che il soggetto passivo che, a seguito di separazione legale o divorzio, non risulti assegnatario della casa coniugale, determina l’imposta applicando l’aliquota agevolata e le detrazioni calcolate in proporzione alla quota posseduta, purché non sia proprietario o titolare di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione nello stesso Comune ove è ubicata la casa coniugale. Questa disposizione deroga al principio generale che condiziona l’agevolazione alla destinazione dell’immobile ad abitazione e non alla quota di possesso. Secondo il Dipartimento, il legislatore ha inteso giungere a un’imposizione più equa nei confronti del soggetto che non utilizza l’immobile solo per effetto di un provvedimento giudiziale. Anche se l’estensione del beneficio penalizza l’altro coniuge che, se contitolare, fino al 2007 usufruiva per intero del trattamento agevolato. La risoluzione sottolinea che poiché il coniuge non assegnatario si trova nell’impossibilità di adibire l’immobile ad abitazione, «il criterio di ripartizione delle detrazioni basato sulla quota di destinazione è stato sostituito dal diverso criterio legato alla quota di possesso». Tuttavia, qualora non vengano rispettate le condizioni poste dalla legge, e cioè il coniuge non assegnatario possieda un immobile adibito ad abitazione nello stesso Comune, l’altro coniuge potrà calcolare le detrazioni per intero. Fonte : Il Sole24Ore
Volano i prezzi del gasolio: divario record con la Ue
11 aprile 2008I prezzi dei carburanti volano verso nuovi record, spinti dal caro-petrolio: ma il passo della corsa, in Italia, sembra più veloce rispetto a quello del resto d’Europa e soprattutto per quanto riguarda il gasolio: il prezzo industriale (al netto cioè delle tasse) è schizzato infatti a 5,4 centesimi in più rispetto alla media dell’Unione europea. Il divario ha ormai superato anche i livelli dell’estate e della fine del 2007, quando la forbice dei prezzi con l’Europa fece scattare l’allarme e vide il Governo scendere in campo. Molto elevato, anche se non da record assoluto, anche il divario per la benzina, salito a 4,7 cent sulla media Ue. Secondo le ultime rilevazioni del ministero per lo Sviluppo economico il prezzo industriale del gasolio nelle ultime settimane si è attestato a 0,700 euro al litro, 0,054 euro in più cioè della media dell’Europa a 27, pari a 0,646 euro. Il prezzo della banzina si è attestato, invece, sul livello di 0,589 euro al litro contro una media europea di 0,542 euro. Una situazione - quella dei differenziali dei prezzi industriali -fotografata anche dall’Osservatorio Prezzi del ministero per lo Sviluppo Economico che affianca il lavoro di Mr.Prezzi, che nell’ultima Newsletter, rileva infatti come «negli ultimi tre anni il prezzo industriale italiano di benzina e gasolio è stato costantemente superiore a quello degli altri Paesi dell’area euro». Analizzando poi l’andamento in quattro dei principali Paesi Ue - Italia, Gran Bretagna, Germania e Francia - la Newsletter conferma quella doppia velocità, più volte denunciata dai consumatori, che si tradurrebbe in tempi più lunghi nell’adeguamento dei listini quando calano le quotazioni delle materie prime rispetto ai tempi degli incrementi quando il barile si apprezza. Diversa, per i differenti regimi di tassazione, la situazione dei prezzi al consumo, che comunque fotografa la penisola sempre ai vertici del caro-pieno europeo di gasolio, mentre è al terzo posto per la benzina nei confronti degli altri Paesi dell’area Euro. Fonte : Il Sole24Ore
Enti locali, ok al contratto dopo lo stop della Corte dei conti
11 aprile 2008È arrivato a tempo di record il «perfezionamento» del contratto per il personale non dirigente Regioni ed enti locali, reso necessario dalla bocciatura riservata dalla Corte dei conti all’ipotesi firmata il 28 febbraio. Ieri all’Aran è stata siglata la nuova versione dell’accordo, che aggiusta l’articolo 8, comma 1 dell’intesa inserendo un riferimento espresso al fatto che gli incrementi integrativi devono avvenire «nel rispetto del Patto di stabilità» e della disciplina sulla spesa di personale (solo per gli enti soggetti al Patto; per gli altri, i rinnovi contrattuali sono già espressamente esclusi dai vincoli dal comma 562 della Finanziaria 2006). Ora la palla passa al consiglio dei ministri per il varo definitivo. Fonte : Il Sole24Ore
Videoforum / Come rinegoziare i mutui
11 aprile 2008Per accedere al Video Forum, fare copia ed incolla nella barra degli indirizzi del seguente link: http://213.215.199.105/v_forum_mutui_come_rinegoziarli100408.wmv Fonte : Il Sole24Ore